sabato, 24 giugno 2017 17:41
Advertisement
Home Page arrow Donne di Calabria arrow Una stella in fuga

Menu principale
Home Page
Chi Siamo / Who we are
L'Associazione
Calabria Mondo
Redazione
Per contattarci e per associarsi
Editoriali
Dalla Calabria
Dall'Italia
Dal Mondo
Donne di Calabria
L'Unaie
Blog
Notizie ed Eventi
Consulenza legale
Paesi e bellezze di Calabria
UniversitÓ e ricerca
Indirizzi utili
Ricerca
Amministratore
Una stella in fuga PDF Stampa E-mail
Scritto da Renata Gualtieri   
mercoledý, 20 dicembre 2006 23:43

Si chiama Sandra Savaglio, astrofisica cosentina che è apparsa sulla copertina della rivista americana più celebre, il settimanale Time, che l’ha scelta come il simbolo dell’emigrazione degli scienziati europei.
Lei è solo una dei 400.000 scienziati europei che, su consiglio del suo relatore, ha deciso che l’unica strada per fare carriera sarebbe stata quella di allontanarsi dall’Italia.
Poi ecco l’opportunità di un lavoro interessante presso l’Osservatorio di Monte Porzio, vicino Roma.
Ma neppure la prospettiva di un posto fisso è riuscita a tenerla legata alla sua patria.
Sì, un lavoro ottenuto vincendo un concorso, impresa ben presto oscurata da un’accusa per truffa.
E cosa c’era dietro?
Il chiaro intento di qualcuno di dare una chance alla propria figlia facendo ricorso.
Sandra fu costretta a risostenere il concorso che vinse di nuovo senza problemi, ma ormai era già balenata in lei l’idea di andare oltreoceano.
Da lì incominciano i viaggi…
In Germania, a Monaco all’European Southern Osservatory, a Baltimora alla John Hopkins University.
La National Science Foundation ha valutato che negli ultimi dieci anni il numero dei ricercatori stranieri volati in USA è decisamente cresciuto.
Un fatto sconfortante se si pensa che l’Unione Europea ha stimato che ci vorrebbero almeno 700.000 scienziati impegnati nella ricerca per avvicinarci almeno alla competività degli USA.
Tra le cause della fuga dei cervelli c’è, prima di tutto, l’assenza di un sistema meritocratico, perché ancora oggi in Italia il mondo accademico è saldamente ancorato alla burocrazia e al baronaggio, espressione del potere di una stretta cerchia di persone, dove non conta il valore dei singoli giovani ma comandano le convenienze dei docenti che hanno ottenuto le loro cattedre per “meriti dinastici”.
Sandra Savaglio racconta che in USA gli atenei prestigiosi si contendono letteralmente le menti dei giovani stranieri più  brillanti, cercando di allettarli con interessanti offerte economiche.
Il giovane ricercatore, una volta assunto, non viene abbandonato ma il suo dipartimento gli offre fondi per l’acquisto di strumenti, rimborsi per i viaggi e le pubblicazioni e addirittura contribuisce alla ricerca di un alloggio e di un lavoro per il partner.
D’altronde è un fatto oggettivo che il finanziamento per la ricerca americana corrisponde al 3-4% del PIL, cioè  5-6 volte più di quello italiano.
La ricerca e la scienza dovrebbero essere invece due cardini importanti su cui costruire il futuro economico dell’Italia.
Un grave errore questo, a detta della dott.ssa Savaglio, perché <<presto ci troveremo ad avere solo emigranti di lusso>>, in assenza di giovani brillanti che diano sfarzo all’Italia.
Di certo anche alla studiosa cosentina piacerebbe tornare in Italia, ma ormai ha trovato la sua giusta dimensione a Garching, vicino Monaco, dove lavora al Max Plance Institut for Astrophisics e continua a studiare le galassie <<per capire da dove veniamo e dove andremo>>, in maniera appassionata, come quando, a 17 anni, scoprì il suo sogno leggendo Asimov.
È di pochi giorni fa la presentazione, presso il Centro Congressi dell’Università della Calabria, del suo ultimo lavoro, un libro scritto con un importante studioso italiano, Mario Caligiuri.

“Senza attendere. Ricerca, educazione e democrazia”, un deciso invito, rivolto ai giovani, per costruire il proprio futuro investendo sulle proprie teste.

Renata Gualtieri

Ultimo aggiornamento ( giovedý, 26 giugno 2008 12:59 )

Top!