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Helen Barolini PDF Stampa E-mail
Scritto da Renata Gualtieri   
martedý, 20 febbraio 2007 22:20

 Italiano lingua del cuore.

Prosegue la rubrica curata da Renata Gualtieri

 

È il titolo di un racconto pubblicato su “Selezione dei Reader Digest” che reca la firma di Helen Barolini, scrittrice nata nel 1925 a Syracuse, New York, che, rievocando la voce della nonna che“era sempre vestita di nero e parlava in dialetto”, riscopre le sue origini.

Funzionali al suo viaggio nella memoria diventano i suoi nonni materni, Angelo e Nicoletta Cardamone che nel 1880 partirono da Castagna, piccolo paese della Calabria, alla ricerca dell”American Dream”.

Oggi Helen Barolini vive a New York ed è una delle più famose scrittrici italo-americane confinate nel silenzio del loro isolamento.

Comune a tutte le donne-scrittrici della sua generazione l’utilizzo nei testi della figura quasi “mitica” della nonna per ricostruire la propria italianità e integrarsi nella multiculturale America.

Il primo viaggio in Italia, nel 1948, coincide con la nascita della sua creatività in un sonetto intitolato”Umbria”.

Ha vissuto a Roma per alcuni anni accanto al marito Antonio Barolini, corrispondente del quotidiano “La Stampa”per gli Stati Uniti e autore del romanzo”La lunga pazzia”, e qui conobbe Calvino, Dacia Maraini e Moravia e riscoprì l’Italia che, a suo dire, ha un’anima femminile.

Numerosi i premi conferiteli tra cui il Book Award dalla Bifore Columbus Foundation e il Susan Kappelman Award dall’american Culture Association.

Tra le sue opere “Love in the Middle Ages”, “Essay of Identity”, “Margaret Fuller, an American heroine of the Italian Risorgimento”, “Sognando Italy”, ma è soprattutto degno di nota il romanzo “Umbertina”, scritto nel 1979.

È un Buildungsroman, la storia di tre donne della stessa famiglia che, attraverso tre generazioni, raccontano l’identità complessa e il tentativo di affermazione delle donne italo-americane.

Nel 2001 venne tradotto in italiano ed ebbe  un enorme successo perché per la prima volta erano delle donne a parlare di emigrazione.

La capostipite è”Umbertina”, “la ragazza delle capre”; ha un carattere ostinato e una forte determinazione che la porta ad abbandonare Castagna, la sua terra d’origine, per trasferirsi negli Stati Uniti con il marito Serafino e la sua amata pianta di rosmarino per cercare fortuna.

Grazie alla sua grande voglia di riscatto riesce a conquistare soldi, case e benessere per lei e per i suoi eredi.

La sua unica disfatta è non riuscire a comunicare con i nipoti che parlano un perfetto inglese.

È poi la volta di Margherite, dal carattere ribelle e segnato dalla profonda lotta tra le sue origini americane e la riscoperta dell’Italia.

Non realizza certo i suoi sogni come Umbertina ma si aggrappa all’amore del marito, alla psicanalisi e agli amanti incontrati nei circoli letterari.

In Italia però rimane il suo dissidio interiore e la sua vita maledetta culmina in un tragico incidente stradale.

La terza parte del racconto ci parla di Tina che, sulle orme della caparbia bisnonna, sceglie il mondo anglosassone per costruire la sua fortuna all’ombra di una pianta di rosmarino.

È un racconto al femminile e, a tratti, un’autobiografia di Helen Barolini che, grazie a questo romanzo, riesce a immortalare l’esperienza vincente di una scrittrice americana di origine calabrese.

Renata Gualtieri

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledý, 21 febbraio 2007 02:22 )

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