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Carmela Vircillo Franklin, un’italiana in America, un’americana a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Renata Gualtieri   
mercoledì, 18 aprile 2007 02:01

È Carmela Vircillo Franklin, professoressa di studi classici alla Columbia University di New York, una donna tenace e una studiosa competente che è stata nominata direttrice dell’American Academy in Rome.

Nasce a Santa Caterina Albanese, un paese arbëreshë in provincia di Cosenza, dove frequenta le scuole elementari, facendo onore al nome del padre, un maestro di scuola elementare emigrato in America.

Poi gli anni delle scuole medie e del latino, a Malvito, un paese vicino a S.Caterina, da cui ogni mattina partiva, anche a piedi, un gruppo di bambini tra cui c’era anche Carmela.

Nel 1963 frequenta il quarto ginnasio presso il Liceo cosentino Telesio e scopre il greco che continuerà a studiare fino agli anni della laurea.

Nel 1964 l’inaspettato viaggio a New York; Carmela, la mamma e i fratelli decidono di andare a trovare il padre e il breve soggiorno diventa permanenza, nel Bronx , dove nel frattempo il capofamiglia si occupa di edilizia.

Le prime vere difficoltà?

La lingua e la mancanza di amici, oscurata subito dalla scoperta di un universo interessantissimo, quello delle biblioteche, dove poter tastare con mano il vero sogno americano: avere la possibilità di accedere tramite cinema, teatri, musica ad innumerevoli chances intellettuali.

Carmela vince una borsa di studio alla Harward University e lì, assieme ad altri giovani talenti, si accorge che gli studi classici sono molto apprezzati anche in America per ricostruire gli scenari e le origini della cultura occidentale.

L’American Academy in Rome, istituzione culturale con a capo la Franklin, nasce proprio come ponte tra la cultura moderna e la cultura classica.

Viene fondata nel 1983 da alcuni prestigiosi membri del circolo degli industriali di New York, tra cui Rockefeller, Carnegie, Vanderbiek e Frick, per celebrare il quattrocentesimo anniversario dalla scoperta dell’America.

Così, sul Gianicolo, sorge un magico luogo di incontro per pittori, scultori, registi, intellettuali americani e giovani borsisti che tentano di attingere sapere direttamente dal cuore della cultura italiana, tra le maestose sale di Villa Aurelia, per portare la loro significativa esperienza a servizio dell’America.

A sottolineare il suo amore per l’Italia, l’istituzione di un premio, il “Roma Prize”, una borsa di studio assegnata, dopo un’attenta valutazione, ad uno dei talenti dell’Accademia Americana in Italia.

La professoressa newyorkese ha mantenuto i rapporti con la Calabria, dove è più volte tornata per motivi di studio, per ricevere il “Premio Brutium”, assegnatole dalla sezione F.I.D.A.P.A. di Cosenza, e per riabbracciare quella zia da sempre assunta come modello di donna coraggiosa perché, per diventare medico, decise di allontanarsi dal profondo sud.

Nel corso di un’intervista Carmela Vircillo Franklin fa un augurio ai calabresi: “acquisire un po’ dell’individualismo e della competitività degli americani per scovare nuovi talenti che riescano a far crescere il meridione grazie alla cultura”.

Renata Gualtieri

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