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Libera circolazione delle professionalitÓ in Europa: migrazione ed integrazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Gennaro Amoruso   
giovedý, 05 ottobre 2006 17:00
La circolazione delle professionalità al centro del Convegno di Rovereto (Tn)  

“Dialogo, conoscenza, rispetto, sono i tre pilastri su cui fondare il futuro multietnico della nostra società”: questa la convinzione espressa da padre Gianromano Gnesotto, direttore della Rivista L’Emigrato, dei padri Scalabriniani e docente presso l’Università di Piacenza, intervenuto al Convegno “Libera circolazione delle professionalità in Europa: migrazione ed integrazione”, promosso dall’UNAIE (l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati ed Emigrati), organizzato dall’Associazione Trentini nel Mondo o.n.l.u.s. e con il contributo della Commissione Europea e dell’EZA (Europäisches Zentrum für Arbeitnehmerfragen) che si è tenuto a Rovereto dal 29 settembre al 1 ottobre scorso. Hanno aperto ufficialmente il convegno i saluti dell’on. Ferruccio Pisoni e del sen Aldo Degaudenz, presidente e vice presidente della Trentini nel Mondo, dell’avv. Domenico Azzia, presidente dell’UNAIE, e del dott. Domenico De Sossi, presidente della FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero).
Dopo aver fatto un quadro attuale della questione immigrazione nel nostro paese, fra casi di violenza ed altrettanti casi di riuscita integrazione, padre Gnesotto ha parlato di un’Italia già ben avviata sulla via dell’integrazione della componente straniera; un cammino lungo, ma irreversibile e necessario, in cui vi è ancora spazio per il confronto fra le culture. In tutto questo, il dialogo emigrazione – immigrazione ha un ruolo fondamentale, perché coloro che arrivano sulle nostre spiagge, portano in sé il dolore di un distacco dalla loro terra e dai loro affetti. E viceversa, coloro che sono partiti e ancora oggi si dipartono dall’Italia alla ricerca di una nuova vita, hanno provato sulla loro pelle i disagi dell’esclusione e dell’indifferenza, il dramma di un riscatto che mai arriva. Proprio lungo il percorso di connessione storica di una memoria che si riattualizza – ha sottolineato Gnesotto – può avvenire il dialogo fra le due realtà.

IL LAVORO «MOTORE» DELLA MOBILITÀ

Questo della relazione fra immigrazione ed emigrazione è stato uno dei temi che più hanno interessato trasversalmente tutti gli interventi presentati al convegno, al quale erano iscritti oltre cento partecipanti provenienti da diversi paesi europei. Parlando di libera circolazione delle professionalità infatti è risultato palese come il lavoro sia da sempre uno dei motori principali della migrazione e della mobilità umana.
I diversi relatori hanno analizzato questo fatto secondo diverse categorie.

LA MOBILITÀ FRA I GIOVANI

Federica Volpi, ricercatrice IREF (Istituto di ricerche educative e formative) delle Acli di Roma ha presentato i risultati di una recente ricerca effettuata in 14 paesi del mondo fra giovani tra i 18 e i 35 anni che avessero avuto nella loro vita legami diretti o indiretti con l’emigrazione. Si è notato come l’inserimento lavorativo ed i percorsi di istruzione e formazione siano strettamente correlati al grado di integrazione sociale raggiunto da questi giovani.
Partendo dalla sua esperienza personale, Isabel Agosti, di New York, discendente di trentini emigrati, ha illustrato le differenze fra la situazione lavorativa di giovani che vivono in America e di giovani che vivono in Europa. Quello della flessibilità e del continuo cambiamento di professione durante i primi 10 anni di inserimento nel mercato del lavoro è per i giovani americani una realtà in atto da decenni e ormai una consuetudine assodata.

FORMAZIONE PROFESSIONALE ED EQUIPARAZIONE DEI TITOLI DI STUDIO

Della formazione professionale, dell’equiparazione dei titoli di studio, di stage ed apprendistato ha parlato l’avvocato Gennaro Maria Amoruso, dell’Associazione Calabresi nel Mondo Amoroso, che ha toccato le varie tematiche dal punto di vista giuridico e legislativo, lamentando un ritardo italiano rispetto all’adeguamento sugli standard europei in ambito di equiparazione dei titoli di studio e di riforma del mercato di lavoro. Un giovane oggi ottiene lavoro attraverso canali informali o piuttosto tramite conoscenze personali, mentre di assiste ad una ripresa dell’emigrazione Sud - Nord da parte di giovani laureati che non trovano occupazione nel Meridione.

UNO SGUARDO A ROMANIA, SLOVENIA E CROAZIA

Un secondo ciclo di interventi si è sviluppato attorno alle differenze culturali e professionali di Rumeni, Sloveni e Croati, i cui Paesi sono candidati all’entrata in Europa. Il percorso di avvicinamento è stato rapido, tuttavia rimangono forti e radicate le divergenze culturali e di mentalità. Significativa è stata la presenza dell’onorevole Micea Grossaru, deputato per la Minoranza Italiana in Romania, che ha reputato fondamentali le occasioni di incontro come quella offerta dal Convegno della Trentini nel Mondo, per avviare processi di conoscenza e stima reciproca e diminuire così le distanze fra Paesi.
Su questo tema ha portato un contributo di spessore Jean Luc Di Paola Galloni, Docente Università di Harvard (Boston) e La Sorbonne (Parigi), consulente in strategia aziendale e relazioni internazionali a Parigi, mentre Brezan UroÜ, Economista dell’Unione Emigrati Sloveni (Slovenia) ha presentato al folto pubblico la personale esperienza professionale ed economica nei propri paesi di appartenenza, fra difficoltà e speranze di piena integrazione.
Anche Eugenio Crasan Gabrielli, presidente del Circolo Trentino di Romania e l’imprenditore Cesare Rizzoli appartenente al Circolo sono intervenuti fornendo uno sguardo particolare sulla situazione dei trentini emigrati residenti in Romania, circa 310 famiglie, sulle loro condizioni socio-economiche e sul percorso intrapreso di riscoperta delle proprie origini.
Ha chiuso la panoramica sui paesi dell’Est, la testimonianza di Maurizio Passerotti, imprenditore, che ha illustrato l’attività del Centro Culturale Italiano di Oradea (Romania), di cui è stato uno dei promotori, riuscito esempio di dialogo e confronto fra Italia e Romania, e che contribuisce nel suo piccolo a mantenere vive le relazioni culturali e sociali.

IL RUOLO DELLA DONNA IN EMIGRAZIONE

Non è mancato nel corso del convegno un riferimento al ruolo fondamentale svolto dalle donne in emigrazione. A portare alla luce questa “storia nella storia” spesso lasciata in secondo piano, è stata Francesca Massarotto Raouik, giornalista, che ha raccolto in varie pubblicazioni le storie personali di donne emigrate in Europa, America e Australia, dando merito al ruolo che esse hanno avuto nella trasmettere valori ed identità, nel sapere creare comunità, nel aver lottato, nel silenzio, per un futuro migliore per i propri figli.
Sul tema “L’Italia e l’emigrazione: l’emigrazione all’estero, l’emigrazione interna e l’immigrazione in Italia” è intervento il prof. Enrico Pugliese, direttore dell’Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del C.N.R. (Roma).
In quanto a politiche demografiche, negli ultimi quattro anni l’Italia ha assistito ad una rilevante trasformazione: a fronte di tassi di natalità e mortalità minimi, la popolazione è invece cresciuta per le sanatorie degli ingressi stranieri, per i ricongiungimenti famigliari e per le nuove quote di ingresso. Nel paese si è diffusa la convinzione che la presenza degli immigrati è necessaria alla vita e al lavoro, di qui il migliorato atteggiamento nei confronti degli immigrati. Mentre l’Italia – ha concluso Pugliese – continua ad essere un paese di emigrazione, essa è oggi anche un grande paese di immigrazione, per cui appare indispensabile la messa in atto di politiche sociali ed abitative migliori e più efficaci.
Un’esperienza associativa di sostegno all’integrazione nata a Trento è quella di ATAS Cultura (sezione dell’Associazione trentina accoglienza stranieri), presentata ai partecipanti dalla sua vice presidente Maria Rosa Mura. Le iniziative promosse in ambito culturale e formativo stanno ottenendo un buon successo.
All’anteprima della versione italiana del video “Una giornata con i trentini del Nord America d’oggi” – curato dal giornalista Maurizio Tomasi e prodotto dalla Trentini nel Mondo – è stata affidata il ruolo di presentare una pagina della nostra emigrazione negli Stati Uniti d’America. Il video – preparato per la 17° Convention ITTONA del luglio scorso – ha illustrato attraverso testimonianze dirette cosa significhi nel quotidiano essere discendenti di trentini.
Un ultimo importante contributo è stato quello dell’avv. Lara Olivetti, consulente legale dell’Associazione Trentini nel Mondo che ha esposto il quadro giuridico europeo per quanto riguarda l’acquisto della cittadinanza per i cittadini immigrati dagli Stati non comunitari. La cittadinanza – ha spiegato Olivetti – è solo uno strumento verso l’integrazione, che deve essere accompagnato da atteggiamenti e politiche che coinvolgano le singole persone nel processo e diano un reale appoggio alle associazioni di immigrazione ed emigrazione impegnate sul territorio nazionale.
A margine dei lavori in sala, il convegno ha offerto ai partecipanti anche alcune occasioni di svago, per conoscere la realtà locale, di Rovereto e della Vallagarina in genere. Non poteva mancare la visita alla Campana dei caduti, la cui storia di pace e fraternità è stata bene illustrata dal sen Alberto Robol, reggente della Fondazione internazionale per la Pace tra i Popoli. Carico di commozione il momento dedicato all’ascolto dei 100 rintocchi per la pace.
I partecipanti hanno potuto anche fare visita al Mart (Museo di Arte Moderna di Trento e Rovereto) e alla Distilleria Marzadro di Brancolino – Nogaredo, realtà economica di rilevo della zona.

 
Ultimo aggiornamento ( domenica, 05 novembre 2006 17:01 )

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