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Julia Mancuso PDF Stampa E-mail
Scritto da Renata Gualtieri   
giovedý, 05 ottobre 2006 17:18

Una Californian girl che dal podio grida “I love you Italy

 È Julia Mancuso la ventiduenne vincitrice della medaglia d’oro nello Slalom Gigante alle Olimpiadi di Torino 2006.

 La “Bella d’Italia”, cosi’ è stata soprannominata, alla fine dei Giochi ha sbaragliato avversarie con anni e anni di militanza sulla neve, grazie al carattere tenace e un po’ folle, tipico delle sue connazionali e a un’alimentazione di sicuro stampo mediterraneo.

Seppur avvolta da una bandiera americana l’abbiamo sentita dire “Ho vinto grazie alla pasta e all’olio d’oliva…”, oh, di chiare origini !!!

E la mente va al bisnonno, Tano Taffanelli, partito due secoli fa da Santa Cristina d’Aspromonte alla volta dell’America, attratto dal profumo dei dollari come tanti emigrati negli anni del proibizionismo.

Giusto con qualche lira in tasca s’impegnò nello smercio di casse di liquori clandestini tra le strade di Chicago e divenne uno dei collaboratori più stretti del leggendario gangster Al Capone.

Se si guarda a queste origini un po’ da saloon si puo’ intravedere il coraggio e la determinazione di Julia ma non la classe sopraffina con cui “accarezza la neve” e il talento portentoso che le ha permesso di ottenere diversi titoli mondiali Juniores e le ha fatto dominare le nevi di Sestriere.

Una ragazza che per la grinta e le movenze ha l’aria di una trentenne e un fisico molto femminile, a differenza di tante sue colleghe, che ama la natura (la NEVE!), gli sport acquatici, che domina il surf tra le onde di Maui alle Hawaii, che si anima guardando una partita di football mangiando sushi in compagnia del suo fidanzato ( è Stevan Nyman, il discesista americano più invidiato), che si diverte cantando al Karaoke, che disegna lingerie improvvisandosi stilista provetta, che rimane estasiata davanti ad una mostra di Salvator Dalì ma sogna sempre di comprarsi una Porsche  e si allena facendo shopping.

In Italia tutti l’hanno applaudita, forse pervasi dalla nostalgia di stelle azzurre, ma contenti per una medaglia americana un po’ italiana che avrebbe fatto anche commuovere il celebre gangster…

Renata Gualtieri

Ultimo aggiornamento ( sabato, 18 novembre 2006 18:46 )

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