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Lisa Caputo Novak PDF Stampa E-mail
Scritto da Renata Gualtieri   
mercoledý, 25 ottobre 2006 00:00
In viaggio nello spazio…

 

"306 ore, 37 minuti e 54 secondi…"… e la missione è compiuta!

Lo scorso 4 luglio, il giorno dell’Indipendence Day, dalla base di Cape Canaveral in Florida parte lo Shuttle Discovery che fa dimenticare gli incidenti del Challenger e del Columbia e aggiunge un tassello importante alla storia spaziale perche’nella squadra in orbita c’e’ la prima astronauta italo-americana.

Stiamo parlando di Lisa Caputo Nowak, nata a Washington 43 anni or sono, ma di origini calabresi doc; ha parenti ad Aiello Calabro e a Catanzaro  e adesso, come risulta da un rapporto sugli Italiani nel Mondo fatto dalla Fondazione Migrantes, viene indicata come una delle donne all’estero di maggior successo.

Cruciale nella sua vita il momento in cui scoprì che la Nasa aveva aperto anche alle donne e quando s’iscrisse alla Naval Accademy, dove le presenze femminili erano tutt’altro che ben viste.

Ma l’esperienza di Lisa ci dimostra che oggi si può a ragion dire che le donne non sono più discrminate come una volta, almeno in orbita, dove non esistono differenze sociali, confini geografici e politici.

A Lisa Caputo Nowak il compito delicato di manovrare il braccio robotico durante i monitoraggi; a lei quindi la completa fiducia da parte della squadra esterna aggrappata al braccio robotico.

Una missione di successo proprio per il clima creato tra le nove persone a bordo, grazie anche ai preziosi momenti in cui si trovavano a consumare i pasti assieme in microgravità.

Essenziale il contributo italiano alla missione per i tre moduli, Leonardo, Donatello e Raffaello, utilizzati sul Discovery e creati dai tecnici italiani per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, che hanno fatto sentire la Caputo ancora più degna d’essere italiana.

Sullo Shuttle quindi costante un clima d’amicizia e rispetto per Lisa che, prima di tutto è madre di tre figli, Alyssa e Katrina, due gemelle che molti dipingono attaccate alla tv e di Alexander, il vero coach della mamma che, davanti alle scene della tragedia del Columbia, era tentata di abbandonare il suo sogno.

Al momento dell’atterraggio erano tutti in Florida ad aspettarla, pronti a festeggiarla “all’italiana”, per ore ed ore attorno ad una tavola, a mangiare, ridere e scherzare da Silvestro Antonioli, il ristorante italiano preferito dalla Nowak.

Il suo prossimo sogno?

Mettere piede in Italia, al cospetto del Papa, per osservare quello Stivale che, per ora, ha visto solo dall’alto, e gridare a tutti il suo forte orgoglio italiano.

Renata Gualtieri

Ultimo aggiornamento ( sabato, 18 novembre 2006 18:46 )

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