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Francesca Ventura PDF Stampa E-mail
Inviato da Renata Gualtieri   
lunedý, 27 novembre 2006 21:49

La nuova Voce del jazz italiano

È Francesca Ventura, artista jazz italoamericana che, se pur giovanissima, è già in cartellone accanto a nomi di ormai indiscussa fama.

Frequenti impegni nazionali e internazionali la tengono lontana dalla Calabria che però le hanno consentito di farsi conoscere come la “signorina usignolo”, dotata di una grande potenza vocale raggiunta grazie ai lunghi anni di studio che hanno segnato la sua formazione classica; per citarne una tappa Canto lirico presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.

Da cantante ad autrice, da voce solista del gruppo Syncopate affermata nell’universo della musica house e disco, ora Vichy V., così si fa chiamare, ha in mente anche di proporsi come produttrice di una band calabrese.

E nel 2004 la scelta più significativa con la formazione del  Moods Acoustic Trio, in occasione di un importante festival jazz, che la vede protagonista assieme a due chitarristi, Romualdo Panebianco e Francesco Stabile, entrambi calabresi residenti a Roma, che con i loro ritmi acustici trascinanti accompagnano alla perfezione la voce calda della cantante.

Vastissimo il loro repertorio che presenta brani classici della tradizione Blues e Jazz Soul come “Summertime”, “Someday my prince will come”, “You don’t know what love is”, “Mercy, mercy, mercy” e brani inediti interpretati magistralmente dai tre giovani musicisti.

La Ventura si è esibita recentemente al Terni Jazz Festival, al Crocevia di suoni Jazz

Festival di Agrate Brianza, al quarto Memorial Blues Festival Marco Fiume, al Festival delle Serre, al Divino Jazz, ed è arrivata in tour addirittura nella città svizzera di Berna.

Per non trascurare i suoi conterranei ha preso parte al Peperoncino Jazz Festival, la rassegna musicale più piccante d’Italia svoltasi nello scenario storico dell’Anfiteatro dei Ruderi di Cirella a Diamante, accanto ad artisti del calibro di Billy Cobham Spectrum Quartet, di Sergio Cammariere e dell’Orchestra Philarmonica Mediterranea.

Francesca Ventura, forte della sua cultura classica e moderna e di una voce che supera le barriere del suono, sta senza dubbio contribuendo ad invertire la rotta in un ambito professionale in cui, fino alla Rivoluzione Industriale, le artiste femminili erano praticamente assenti e iniziano a comparire solo nella seconda metà del ventesimo secolo.

Se donne come Toshiko Akiyoshi, Carla Bley e Maria Schneider si sono costruite una carriera nel jazz come leader di grandi band, ora tocca alla cantante cosentina far capire che "la vera sfida è fare musica nel miglior modo possibile, non essere una donna tra gli uomini".

Renata Gualtieri
Ultimo aggiornamento ( lunedý, 11 dicembre 2006 00:54 )

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