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Un premio all'imprenditore Aldo Bonifati PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerdý, 19 febbraio 2010 16:15

L’Associazione Culturale “Bernardino Telesio” di Roma, in occasione del ventesimo anniversario della sua fondazione, ha istituito un premio da destinare a figure degne ed illustri della terra calabra, che si sono distinte nelle attività imprenditoriali, editoriali, sociali, politiche e culturali, nel ricordo del grande filosofo cosentino, Bernardino Telesio. Tale premio verrà consegnato nel corso di una manifestazione che avrà luogo  a Roma venerdì 19 febbraio 2010, alle ore 16,30, nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati (ingresso Via Poli, 19).

 

Per la prima edizione del premio la scelta è caduta sul dott. Aldo Bonifati, grande imprenditore edile calabrese, nativo di Castrovillari (Cosenza), fondatore della “Bonifati Costruzioni Generali”, distintasi, a partire dagli anni settanta, nell’esecuzione di significative opere edilizie e strutturali in campo nazionale e all’estero ed in particolare nella realizzazione del progetto dell’Università della Calabria, nell’area di Arcavacata-Rende (Cosenza).

Un ruolo ed una funzione di “padre costruttore” dell’Università che ha svolto con grande passione, impegno e dedizione di “grande innamorato” dell’opera, perché rappresentasse per la sua terra ed i giovani calabresi una fonte di richiamo per un processo di reale sviluppo economico, sociale e culturale della società calabrese guardando al Mediterraneo e all’Europa.

Tutto questo ha portato il dott. Aldo Bonifati, negli ultimi anni,  a scrivere e raccontare, conoscendo i fatti e utilizzando documenti amministrativi e vario materiale giornalistico, la storia dell’Università della Calabria, il cui primo volume, sponsorizzato dalla Banca Popolare del Mezzogiorno, è stato pubblicato dalla Pellegrini Editore e che sarà oggetto di presentazione nella manifestazione di conferimento del Premio, che avrà luogo venerdì 19 febbraio 2010, alle ore 16,30, nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati (ingresso Via Poli, 19).

Il programma, presente il dott. Aldo Bonifati, prevede i saluti del fondatore e presidente onorario dell’Associazione “Bernardino Telesio” di Roma, Cavaliere della Gran Croce,  avv. Mario de Rose; del rettore dell’Università della Calabria, prof .Giovanni Latorre; del senatore Emilio Colombo, già presidente del Consiglio dei Ministri; dell’on. Dario Antoniozzi, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, entrambi legati ai provvedimenti di legge che hanno portato alla istituzione dell’Università della Calabria attraverso la legge 442 del 12 marzo 1968.

A moderare la manifestazione è stata chiamata Maria Francesca Rotondaro, giornalista professionista laureatasi con lode alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria.

I giornalisti invitati e i teleoperatori professionisti, interessati a seguire l’evento, sono pregati di accreditarsi presso l’Ufficio Stampa della Camera: 06/67609033; 06/67602125;06/67602866

Due personaggi storici dell’Università della Calabria

Si tratta del rettore, prof. Beniamino Andreatta, e del presidente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali, prof Paolo Sylos Labini, che tra il 1971 e il 1975 hanno dato il via al progetto innovativo del primo Ateneo calabrese, le cui azioni e pensieri sono riportati nel libro di Aldo Bonifati: “La storia dell’Università della Calabria: dalla legge istitutiva alla sua realizzazione- “Un sogno che si avvera””, pubblicato dalla Pellegrini Editore e sponsorizzato dalla Banca Popolare del Mezzogiorno.

“Se l’Università viene fatta rapidamente – dichiarò il prof. Beniamino Andreatta ad un inviato del quotidiano “Il Resto del Carlino”, la cui intervista fu pubblicata il 16 giugno 1971 - è possibile determinare una situazione in cui le iniziative industriali e di ricerca possano partire contemporaneamente alla stessa Università. Ma tutto è condizionato dalla collaborazione delle amministrazioni e dalla possibilità di ottenere un intervento legislativo che autorizzi appunto, procedure speciali per la progettazione degli stabili e la loro costruzione”.

“L’Università di Cosenza – disse ancora - chiamerà un corpo di docenti giovani, che accettino lealmente un lavoro di pieno inserimento nell’Istituto, che accettino lealmente di portare avanti con i giovani, un discorso da cui siano tolti tutti gli elementi di prevaricazione burocratica che si sono venuti cristallizzando ovunque. L’Università di Cosenza assume una funzione civile oltre che scientifica e mobilita nelle coscienze dei professori e degli studenti tutte le energie per realizzare un grande ed effettivo movimento fusivo”.

“L’impegno fondamentale – sono le parole del primo rettore dell’Università della Calabria - è quello di considerare l’Università come un luogo di convergenza non soltanto dei giovani ma degli adulti, un luogo dove, al di là della sola formazione didattica, si sviluppi un rapporto di tipo pubblico. E’ un traguardo molto ambito. Vorrei, insomma essenzialmente questo: che l’intera società calabra e non soltanto una minima parte di essa, trovasse nell’Università un ben più profondo significato di quanto non ne abbiano avuto, finora, tutte le altre Università”.

“Ora noi dobbiamo fare – si rileva nell’intervista rilasciata A “Il Resto del Carlino” - quello che la classe politica non ha fatto. L’unico vero problema resta di dover agire con procedure di una amministrazione ottocentesca, come quella italiana e questo ci porta a dire che a Cosenza deve sorgere una società veramente nuova di giovani, in una dimensione di grande libertà, convinti che  una cosa simile in Italia non esiste. Guardando in prospettiva e nel contesto dei valori educativi e formativi appena accennati è il caso di dire che l’Università avrà influenza su  tutta la Calabria, sarà una città di giovani in una regione che da decenni perde i suoi giovani”.

Ma accanto ad Andreatta per consolidare la nascita e l’insediamento della prima Università statale in Calabria, attraverso la legge istitutiva n.442 del 12 marzo 1968, avente come primi firmatari il Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, e il Presidente del Consiglio dei Ministri, Aldo Moro, troviamo il prof. Paolo Sylos Labini, presidente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali.

“Per loro – scrive Nicola Adelfi in un servizio pubblicato il 10 aprile 1973 dal quotidiano “La Stampa” – l’Università della Calabria deve diventare una carica dirompente e un centro propulsivo per tutto il Mezzogiorno. Bisogna che l’Università della Calabria diventi la migliore d’Italia, addirittura un’Università di alto livello europeo.

Andreatta è un montanaro di Trento, duro e spigoloso, una specie di carro armato che va dove ritiene di dover andare senza preoccuparsi di tutto ciò che gli toccherà schiacciare, incurante di agguati e di franchi tiratori.

Ma nelle ambizioni di Andreatta e Sylos Labini – scrive il giornalista – c’è dell’altro: hanno già preso contatto con alcune grosse industrie e sperano di vedere sorgere intorno alla città universitaria industrie non inquinanti, un’area di ricerca industriale e laboratori per la specializzazione di tecnici e di scienziati.

“Quello che riserva l’avvenire, naturalmente non possiamo saperlo: forse saranno rose, ma forse altre delusioni, altre spine. Sta di fatto che oggi come oggi in tutto il Mezzogiorno non vedo una iniziativa più ambiziosa di questa Università che sta nascendo, un’iniziativa che sia più fervida e più protesa a fare uscire il Sud dal suo ristagno culturale, sociale ed economico”.

Il 13 gennaio 1974 “Il Sole 24 Ore” pubblica un servizio a firma di Amedeo Lanucara, nel quale fa dire al rettore, prof. Beniamino Andreatta, a proposito di aree di ricerca: “La disoccupazione intellettuale si risolve nella misura in cui si vara la riforma degli incentivi, che rende conveniente l’attività di ricerca nel Sud. Peraltro, bando alle facili illusioni: è un’operazione che non ha il passo dei mesi, ma degli anni. Malgrado la giovane vita, bisogna riconoscere che l’università si muove con disinvoltura e chiarezza d’idee in numerosi comparti, cercando di dare un volto veramente nuovo e promozionale al vecchio ateneo burocraticamente accademico.

L’ateneo non deve essere un puro e semplice seminario di pensiero, ma una struttura vitale, al servizio della società in cui opera e questo non è un’impresa facile”.

Da queste due figure, che fanno parte del pensiero economico e politico del paese, iniziano le sorti dello sviluppo dell’Università della Calabria e di realizzazione del  campus universitario residenziale, che ha in Aldo Bonifati, titolare della “Bonifati Costruzioni Generali”, il vero “padre costruttore”, al quale, da buon calabrese, va riconosciuto il merito di aver perseverato e raggiunto la meta di dare alla Calabria e ai suoi giovani una struttura universitaria di avanguardia e unica in Italia, i cui sforzi di realizzazione fanno parte integrante del primo volume dell’opera “L’Università della Calabria- Dalla legge istitutiva alla sua realizzazione – “Un sogno che si avvera””, scritto dall’imprenditore Aldo Bonifati e pubblicato dalla Pellegrini Editore di Cosenza.

Ultimo aggiornamento ( sabato, 20 febbraio 2010 00:20 )

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