domenica, 22 ottobre 2017 04:41
Advertisement
Home Page arrow Dal Mondo arrow Notizie dal Mondo arrow Il calabrese Mauro Fiore vince l'Oscar

Menu principale
Home Page
Chi Siamo / Who we are
L'Associazione
Calabria Mondo
Redazione
Per contattarci e per associarsi
Editoriali
Dalla Calabria
Dall'Italia
Dal Mondo
Donne di Calabria
L'Unaie
Blog
Notizie ed Eventi
Consulenza legale
Paesi e bellezze di Calabria
UniversitÓ e ricerca
Indirizzi utili
Ricerca
Amministratore
Il calabrese Mauro Fiore vince l'Oscar PDF Stampa E-mail
Scritto da Gennaro Amoruso   
lunedý, 08 marzo 2010 08:55

ImageEmigrato dalla provincia di Cosenza con " quattro valigie ed un sogno".

Che non sarebbe stata una notte memorabile per il cinema italiano, lo si sapeva. Non avevamo, questa volta, registi come Benigni o Salvatores pronti ad agguantare la mitica statuetta. Nè si leggevano titoli nostrani tra le pellicole che si contendevano l'Oscar. Non ci aspettavamo trionfi, insomma. Potevamo, al massimo, sperare di portarci a casa qualche premio "secondario".
Aldo Signoretti e Vittorio Sodano, dati da più parti (soprattutto da noi, per la verità) come favoriti per il miglior trucco, accendevano le prime speranze. Dopo tutto, loro due avevano trasformato Toni Servillo nel Giulio Andreotti di Il Divo di Paolo Sorrentino. E, invece, al momento dell'apertura della busta è arrivata la doccia fredda. Il trio formato da Barney Burman, Mindy Hall, Joel Harlow, autori del make up dell'ennesima puntata di Star Trek, ha soffiato la statuetta ai nostri. 

ImageA ripagare i cinefili italiani della delusione ci ha pensato però, poco dopo, Mauro Fiore, direttore della fotografia in Avatar. E il 46enne calabrese, emigrato negli Stati Uniti quando aveva appena sette anni, ha rivolto subito un pensiero al suo Paese: «Grazie ai miei genitori Lorenzo e Romilda – ha detto mentre riceveva l'Oscar- che sono venuti dall'Italia con quattro valigie e un sogno. Un gran saluto all'Italia, viva l'Italia, un abbraccio». 
Il successo, Fiore, l'ha inseguito per anni in America, rimanendo negli Stati Uniti, prima a Chicago e poi in California, anche quando i genitori rientravano a casa. Al suo attivo, ad oggi, può vantare una ventina di film, tra i quali Training Day, The Island, La vendetta di Carter. La sua vittoria regala un giorno da capitale del cinema a Marzi, in provincia di Cosenza, incredibilmente città di origine anche di un altro italo-americano in lizza nella notte degli Oscar. Sempre da qui vengono, infatti, i nonni di Stanley Tucci, candidato come miglior attore non protagonista e superato da Christoph Waltz, lo straordinario e inquietante "cacciatore di ebrei" del film di Tarantino.

 

 Tratto da "Il Sole 24 ore"

 

 
Ultimo aggiornamento ( lunedý, 08 marzo 2010 11:32 )

Top!