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Rapporto Italiani nel Mondo Ŕ diventato uno strumento prezioso e unico PDF Stampa E-mail
Scritto da Emanuele Amoruso   
venerdý, 03 dicembre 2010 11:05

ImageIl Rapporto Italiani nel Mondo 2010, curato dalla Fondazione Migrantes e presentato il 2 dicembre a  Roma, ha rivelato anche in questa quinta edizione molti aspetti inediti o meno conosciuti dell’emigrazione italiana all’estero.

Accanto alla consolidata capacità di fornire dati statistici aggiornati e documentati, il Rapporto 2010 fornisce infatti tantissime testimonianze e indicazioni sull’associazionismo a carattere regionale, sulla fuga dei cervelli e relativo successo che molti giovani laureati italiani raccolgono all’estero, ma anche sui fenomeni linguistici di esclusione-inclusione sociale e scolastica dei connazionali italiani residenti all’estero, in particolare in età scolastica. Ma anche informazioni utilissime sui nuovi linguaggi dei giovani italiani nati all’estero, come pure sulla crescente avanzata di molti nostri connazionali nel campo dell’imprenditoria e del lavoro autonomo.

Un capitolo di grande interesse è rappresentato dagli approfondimenti tematici che spaziano dalla condizione degli italiani in Irlanda all’emigrazione nella canzone d’autore italiana e l’influenza del tango sulla nostra cultura. Franco Narducci, parlamentare e presidente dell’UNAIE (Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati), è intervenuto alla presentazione del Rapporto 2010 per illustrare i tratti salienti del dossier “La scuola italiana all’estero: difficoltà economiche e mancanza di pianificazione”, da lui curato e in linea con i contributi di analisi e riflessione offerti anche negli ultimi anni al Rapporto della Migrantes.

“Ci sono tante buone ragioni per dare impulso e sostanza alla diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo” ha sostenuto in apertura dell’intervento il Deputato eletto all’estero, auspicando che sulla scia delle cinque “ragioni” illustrate si possano focalizzare le difficoltà che frenano anziché incentivare gli interventi culturali, che innegabilmente “aprono le porte del mondo”. Ha poi ricordato che i giovani italiani all’estero nel 2008, in occasione della loro prima Conferenza mondiale, invocavano proprio questo tipo d’intervento: maggiori sforzi per la promozione della lingua italiana e più cultura “per non essere condannati a diventare, nel tempo, residuali e quindi invisibili”. Narducci ha poi evidenziato gli interessi indubbi per l’Italia: è in gioco la creazione di un “sistema Italia” finalmente rinnovato, visto che siamo italiani ma europei, italiani ma cittadini nel mondo. Ma proprio i festeggiamenti per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia “sono un momento propizio per ricordare al Paese il ruolo e il contributo dato dalle comunità italiane emigrate alla promozione della nostra cultura, allo sviluppo economico e all’affermazione della nostra nazione” ha rimarcato Narducci.

Dopo avere illustrato le tipologie di scuole italiane all’estero, Narducci ha elencato una serie di dati sul numero di scuole all’estero, sui di lingua e cultura, sulle scuole europee e sui lettorati di Italiano, inclusi i dati relativi al bacino di utenza, e ha concluso evidenziando i danni prodotti dalla politica dei tagli lineari, concludendo poi col alcune proposte su una nuova politica d’intervento per rilanciare la scuola e la cultura italiana all’estero. Terminando il proprio intervento narducci ha sottolineato l’incredibile indifferenza dei Governi che si sono succeduti, ostinatamente protesi a “mantenere nei cassetti le innumerevole proposte di legge che nel tempo hanno posto la necessità assoluta di riformare la legge 153/1971 e la legge 4010/90 (Istituti Italiani di Cultura)”.

 

 

Ultimo aggiornamento ( venerdý, 03 dicembre 2010 16:01 )

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